Accordi di reciprocità: un’opportunità da cogliere

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 Con la recente delibera n. 171 del 22 ottobre 2009, la Giunta Comunale ha preso atto del protocollo d’intesa con i comuni di Arzano, Casoria, Casandrino, Casavatore, Grumo Nevano, Frattamaggiore, Frattaminore, Sant’Antimo e Melito per la costituzione dell’assemblea del partenariato istituzionale locale del sistema territoriale di sviluppo (STS) Napoli nord.

Al partenariato istituzionale locale è affidato il compito di sovrintendere all’intero processo di concertazione da sviluppare sul territorio e di approvare la proposta di “Programma di Sviluppo Territoriale” da candidare a finanziamento nell’ambito degli “accordi di reciprocità”, alimentati con le risorse del F.A.S. (Fondo Aree Sottoutilizzate) per il periodo 2007 – 2013.

Gli accordi di reciprocità costituiscono uno degli strumenti attuativi che, unitamente ai programmi operativi per i fondi comunitari, realizzano le politiche unitarie di sviluppo della Regione Campania per il ciclo di programmazione 2007 – 2013.

Essi vengono stipulati fra la Regione e gli Enti Locali (Partenariato Istituzionale Locale) rientranti nell’ambito territoriale del STS, con la possibile partecipazione di altre amministrazioni pubbliche, che assumono reciproci impegni per lo sviluppo, sulla base di un Programma di Sviluppo Territoriale (PST) che rappresenti il disegno politico dello sviluppo in chiave sovra-locale, condiviso con il partenariato economico e sociale territoriale.

In tempi non sospetti ho sostenuto la necessità per gli enti locali di partecipare attivamente all’elaborazione delle strategie di sviluppo del territorio e delle comunità locali e di intercettare le risorse finanziarie destinate a tali obiettivi.

Negli anni passati, con riferimento al ciclo di programmazione 2000 – 2006, ho anche espresso forti critiche per lo scarso attivismo mostrato su questo versante dall’Amministrazione che ha governato Melito negli anni 1999 – 2002. In quel periodo, infatti, mentre la quasi totalità degli enti locali campani si adoperava per essere inserita nella programmazione dei Progetti Integrati Territoriali (P.I.T.), Melito ne restava tristemente esclusa, privandosi della possibilità di ottenere significativi finanziamenti per infrastrutture, formazione professionale, aiuti alle imprese.

Solo nel corso dell’anno 2005, a processo ormai ampiamente avviato, la successiva Amministrazione conseguì il risultato di accedere al tavolo di concertazione del P.I.T. “Area giuglianese”, nel cui territorio ricadeva il nostro Comune. Purtroppo, l’avvento della gestione commissariale, nonostante le sollecitazioni scritte da me inoltrate alla triade prefettizia, determinò la mancata prosecuzione di quel percorso, con comprensibili effetti negativi per la nostra comunità.

Ora ci si presenta la nuova occasione offerta dagli accordi di reciprocità: è di fondamentale importanza non sprecarla, ma, al contrario, utilizzarla per finanziare interventi di rilievo strategico per la nostra comunità.

La novità, rispetto ai P.I.T. degli anni 2000 – 2006 è che le risorse a disposizione non sono certe per tutti, ma saranno erogate a seguito di un bando e di una specifica procedura di valutazione da parte della Regione.

Pur condividendo lo spirito della delibera 171/2009, mi pare necessario segnalare alcune criticità nell’avvio di quest’esperienza.

In primo luogo, rilevo che, fino ad ora, è mancata sul tema un’efficace attività di animazione territoriale: per garantire il successo dell’iniziativa, è indispensabile comunicare e promuovere i contenuti delle attività che s’intendono candidare a finanziamento, procedendo, anzi, a sollecitare proposte in tal senso da parte dei soggetti rappresentativi degli interessi diffusi.

In secondo luogo, mi pare altrettanto importante coinvolgere nella riflessione il Consiglio Comunale, diretta espressione della volontà popolare, che ad oggi non è stato ancora investito della questione.

Infine, non posso fare a meno di manifestare qualche dubbio circa l’omogeneità e l’affinità tra il nostro comune e gli altri enti sottoscrittori del protocollo d’intesa approvato dalla Giunta. Come è possibile notare, si tratta di enti con i quali storicamente Melito non ha avuto rapporti di collaborazione istituzionale particolarmente intensi. Né mi pare che le altre economie locali interessate presentino spiccate analogie con quella melitese.

Probabilmente, il sistema territoriale a noi più congeniale sarebbe stato quello dei comuni dell’area giuglianese, con i quali condividiamo tuttora l’attuazione di politiche di grande rilievo, quali, a titolo esemplificativo, le politiche sociali realizzate attraverso lo specifico piano di zona.

Sono ben consapevole del vincolo derivante dalla classificazione operata dal Piano Territoriale Regionale (P.T.R.), che ha individuato i singoli sistemi territoriali di sviluppo, ma una riflessione critica su tale tema avrebbe meritato un maggiore approfondimento e un confronto ampio con le forze economiche e sociali. Il rischio, infatti, è che gli elementi di affinità con gli altri comuni sottoscrittori del protocollo non siano sufficienti a dare un respiro ampio alle opzioni strategiche che Melito vorrà portare avanti.

In definitiva, ritengo doveroso per l’Amministrazione assumere nel prosieguo iniziative più solide per favorire il processo di costruzione dell’accordo di reciprocità, anche individuando al proprio interno i soggetti che dovranno farsi carico – dall’inizio alla fine – di governare tale processo nel rispetto dei principi di trasparenza e di massima partecipazione.

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